Tutti noi crediamo che staremo fantasticamente. E ci sentiamo un po’ derubati quando le nostre aspettative vengono disattese, ma a volte le nostre aspettative non ci tengono in considerazione.
A volte ciò che è atteso impallidisce semplicemente di fronte all’inatteso. Devi chiederti perché noi ci aggrappiamo alle nostre aspettative, perché ciò che ci aspettiamo ci rende stabili, ci tiene immobili. Ciò che ci aspettiamo è solo l’inizio. L’inatteso…è ciò che cambia le nostre vite.
D’accordo, a volte anche i migliori prendono delle decisioni affrettate, delle decisioni sbagliate, decisioni che già sappiamo rimpiangeremo d’aver preso in quello stesso momento, in quello stesso istante e specialmente la mattina seguente.
Non proprio rimpiangere, perché almeno ci si è messi in gioco. Ma in ogni modo qualcosa dentro di noi decide di fare una follia, una cosa che sappiamo già ci si rivolterà contro, mordendoci il culo, ma nonostante ciò la facciamo ugualmente.
Quello che voglio dire è che raccogliamo ciò che seminiamo. Ciò che si dà si riceve. È il Karma. E, mettetela come volete, ma il Karma è uno schifo.
In un modo o nell’altro, ci porta ad affrontare noi stessi. Possiamo guardare il nostro Karma negli occhi o aspettare che ci spunti fuori alle spalle. In un modo o nell’altro il nostro Karma ci trova sempre. Non importa quanto ci proviamo, non possiamo sfuggire al nostro Karma, ci seguirà fino a casa.
In realtà non ci si può lamentare del proprio Karma. Non è ingiusto, non è inaspettato, diciamo che pareggia sempre i conti. E anche quando stiamo per fare qualcosa che intima chiaramente il Karma a morderci il culo…beh, non c’è bisogno che dica niente…tanto lo facciamo comunque.