Ebbene sì, può succedere che ti svegli una mattina e ti trovi a dover mettere in discussione tutta la tua vita e le poche certezze che hai. Partendo dal presupposto che l’unica cosa certa è la morte, speri che svegliandoti al mattino, qualcosa di quasi certo ci sia ancora, che tutto quello che è successo sia solo un brutto sogno. E invece no. E ti trovi a pensare alla precarietà della vita e, soprattutto, delle relazioni umane.
Ti svegli e ti accorgi che il Principe Azzurro in realtà è la Strega Cattiva, che vuole darti la mela o forse te l’ha già data.
Le relazioni umane sono precarie, instabili, sono come un pendolo che oscilla, vanno su e giù e poi di nuovo su. Ma se si inceppa il meccanismo, se finisce la carica, il pendolo torna giù e non c’è modo di farlo stare su.
È strano, solo quando la nostra incolumità fisica è in pericolo prendiamo delle precauzioni. E le nostre emozioni? Sarebbe bello se ci fosse un manuale per metterci in guardia sui comportamenti che potrebbero rappresentare un rischio per noi e le nostre relazioni. E anche prendendo tutte le precauzioni per proteggersi emotivamente quando stai insieme a qualcuno, non sei mai davvero sicuro.
Pensate come sarebbe più facile (e utile) se esistesse qualche rapida procedura chirurgica per asportare dalla memoria i brutti ricordi e gli errori lasciando solo i viaggi divertenti e le vacanze riuscite, ma visto che ancora non esiste, che si può fare? Restare ancorati alla vecchia filosofia del perdona e dimentica? E anche ammesso che si riesca a perdonare, si riuscirà davvero a dimenticare per sempre? Si può mai perdonare se non si dimentica?