L’Andalusia è una zona meravigliosa della Spagna, in cui la cultura cristiana e quella araba, si incontrano, si scambiano e si mescolano.

Il nostro giro parte dalla mondana Malaga, si passa per Benalmádena al Castello di Colomares, poi su verso Ronda la città costruita a picco sull’abisso e verso il primo paese puffoso, Júzcar. Si scende giù fino Gibilterra, e ai confini del mondo a Tarifa; si va infine verso il capoluogo Siviglia, attraversando Cadice e Jerez de la Frontera.

Giro
Andalusia – Piano di viaggio

Giorno 1: Malaga

Il primo giorno inizia a Malaga, con un volo proveniente da Torino e in arrivo nella capitale della Costa del Sol nel primo pomeriggio.
Malaga è una città viva, vitale, mondana, adatta per un pubblico giovano o a cui piaccia divertirsi. Bastano un paio di giorni per poterla girare tutta senza né correre né tralasciare cose importanti. Malaga vanta numerosi e importanti musei, come il Museo Pablo Picasso e il Centro di Arte Contemporaneo, imponenti monumenti tra cui la Cattedrale, il Castello del Gibralfaro e l’Alcazaba.
Gli orari in Andalusia sono molto diversi da quelli italiani e questo permette di avere più ore a disposizione prima della cena (di norma mai prima delle 21.30).

Il nostro appartamento, preso tramite Booking, era in pieno centro, quindi la visita è iniziata appena lasciate le valigie.

La prima attrazione che abbiamo visitato è stata la Cattedrale dell’Incarnazione di Malaga. La cattedrale sorge su un’antica moschea e sembra incompiuta perché ha soltanto un campanile, questo fatto le conferisce il nome di “la Monquita” (ovvero monca).
—> Il biglietto d’ingresso è di 6€ la chiesa o il campanile, 10€ entrambi.

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Malaga – Cattedrale

Si può proseguire il giro del centro, percorrendo le stradine attorno alla cattedrale, che portano al teatro romano e ai piedi dell’Alcazaba, a cui però bisogna dedicare tempo e fatica, quindi meglio al mattino. Quindi aperitivo e giretto nelle vie del centro, anche alla ricerca di un po’ di shopping prettamente spagnolo (tipo Ale Hop).

Giorno 2: Malaga

La mattina inizia facendo colazione in Calle Larios, la via principale, piena di negozi e di persone durante il giorno e la notte, ma completamente vuota la mattina!

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Malaga – Calle Larios

Il nostro giro in questo secondo giorno a Malaga è iniziato dall’Alcazaba, che domina tutta la città.

L’Alcazaba è un grosso palazzo-fortezza di epoca musulmana, costruita su una fortezza preesistente di origine fenicio-punica e si trova alle falde del monte Gibralfaro, sulla cima del quale si trova il castello dello stesso nome. Non esiste un percorso diretto tra l’Alcazaba e il Castillo de Gibralfaro; per visitare il Gibralfaro, occorre quindi procedere da Plaza Aduana, imboccando Calle Juan Temboury e seguendo il percorso fino alla collina. Per fare questo tratto a piedi occorrono circa 40 minuti di strada in salita, ma dovrebbero anche esserci degli autobus. Noi siamo ottimi camminatori e abbiamo preferito il percorso a piedi, non senza fatica. Durante il percorso a piedi ci sono alcuni mirador, dove si può vedere la città dall’alto, soprattutto la Plaza de Toros e il lungo mare.

—-> Il biglietto singolo è di 2,20 €, quello cumulativo Alcazaba – Gibralfaro 3,55 € e il ridotto: 0,60 € (questa tariffa viene applicata ai residenti di Málaga, ai bambini 6 a 16 anni, a studenti o pensionati) . La visita ad Alcazaba e Gibralfaro dura un paio d’ore, a seconda del vostro passo.

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Malaga – Alcazaba (img da web)

Nel pomeriggio siamo scesi dalla collina e siamo andati verso il mare, dove abbiamo passaggiato nel Paseo del Parque, sotto le piante tutte ben curate e tutte diverse e con una targhettina che ne spiega l’origine e le caratteristiche.

Siamo scesi dalla collina del Gibralfaro verso l’ora di pranzo, per andare verso il mercato coperto di Malaga per mangiare qualcosa. Il mercato è molto carino e pieno di cose interessanti, ma era pieno di gente, anche lavoratori in pausa, e non ci andava di mangiare in piedi accalcati e dopo un veloce giro, abbiamo cambiato destinazione.

Uno dei luoghi più famosi di Malaga è il museo di Picasso, proprio accanto alla sua casa natale. Noi non siamo andati a visitare questo museo perché abbiamo già visto numerose opere di questo artista nei vari musei del mondo che abbiamo visitato, ultimo tra tutti il MoMA, ma anche a Madrid o anche in una mostra a Brescia.

Finita la passeggiata in centro, ci siamo diretti verso il mare, per passare un paio d’ore su una delle spiagge più famose della Costa del Sol, prima di incamminarci verso l’agenzia di noleggio, dove ritirare la macchina che ci avrebbe condotto per tutta la parte ovest dell’Andalusia. La zona dell’agenzia era la stessa di Primark, quindi anche in questo giorno un po’ di shopping. [qui tutti i miei acquisti]

Le spiagge di Malaga sono: Spiaggia della Malagueta, il Punto Arancione, Playa de la Caleta, Baños del Carmen, Spiaggia di Pedregalejo – Las Acacias, Playa de San Andrés. Mentre nei dintorni le più importanti e famose sono: Burriana, Nerja La Rada, Estepona Puerto Banus e Marbella.

Altri luoghi importanti della città sono: il Museo del Patrimonio Municipal de Málaga, che ospita in modo permanente le raccolte di carattere storico-artistico del patrimonio Municipale, dal secolo XV, fino ai giorni nostri, e La Farola, da cui si può godere di un bel panorama sul porto e sulla città

La notte malagueña è molto movimentata. Ci sono numerosi pub e ristoranti, sempre aperti e con happy hour sempre disponibili. Molti locali hanno prezzi davvero stracciati per la birra (una media è tra 0.80€ e 1.20€, mentre una piccola è 0.40€) o per i cocktail (4€ un mojito).

Giorno 3: Castello di Colomares e Ronda

L’Andalusia è stata una zona importante nella storia per uno dei nostri connazionali più famosi: Cristoforo Colombo. La sua presenza e la sua importanza per i luoghi è ben visibile, un esempio è il Castello di Colomares, con cui è iniziato il nostro terzo giorno andaluso.

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Benalmádena – Castello di Colomares

È un monumento, sotto forma di castello, dedicato alla vita e alle avventure di Cristoforo Colombo, che è stato costruito vicino a Benalmádena in epoca moderna, tra il 1987 e il 1994, ed è il monumento più grande al mondo dedicato a lui e contiene anche la più piccola chiesa del mondo. È molto particolare, perché mescola tutti gli stili che hanno dominato la Spagna: gotico, bizantino, romanico e mudéjar.

—-> Il biglietto d’ingresso costa 2€ e la visita dura una quarantina di minuti, più che altro perché è una bella location per farsi delle foto.

Il nostro viaggio è proseguito scalando la Sierra de las Nieves, in macchina ovviamente, fino ad arrivare a Ronda: la città costruita sull’abisso.

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Ronda

È un paesino piccolo, ma molto carino e curato, è diviso a metà dalla profonda e vertiginosa gola El Tajo, scavata dal torrente Guadalevín. Alcuni ponti collegano le due parti della città, il più caratteristico è il Puente Nuevo.

Noi siamo stati a Ronda un giorno e una notte e secondo me è un tempo sufficiente per farsi un’idea della città. Tra le cose fondamentali da vedere c’ sicuramente la Plaza de Toros, che è una delle più importanti di Spagna, perché è una delle più antiche e nella quale è stata fondata la Maestranza, una sorta di ordine dei toreri. Poco distante c’è il Mirador di Ronda, da cui si gode di un panorama mozzafiato.

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Ronda – Ponte

Proseguendo per il paese, e dopo aver visto il Ponte Vecchio e i Bagni arabi lì accanto, io consiglio di andare a visitare la Casa del Rey Moro. L’interno era in ristrutturazione, ma abbiamo potuto vedere i giardini e soprattutto la Mina del Rey Moro, una galleria scavata nella roccia a scopi difensivi: si scende lungo una scalinata che porta fino a livello del fiume, da cui si può guardare dal basso verso l’alto la città. Le scale sono scivolose, ci sono pozzanghere e acqua che scende dal soffitto, ma vi sembrerà d scendere al centro della terra.
—> Il biglietto d’ingresso costa 5€.

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Ronda – Mina del Rey Moro

Altre cose da vedere a Ronda sono la Iglesia de Santa María la Mayor e l’Ayuntamiento

Giorno 4: Juzcar e Gibilterra

Dopo aver pernottato a Ronda, abbiamo iniziato il quarto giorno percorrendo la tortuosa strada che portava verso il profondo sud della Spagna. Abbiamo fatto una piccola deviazione a Juzcar: il primo paese pitufo del mondo.

Juzcar
Juzcar

Juzcar non è altro che un pueblo blanco trasformato in un pueblo azul dopo l’uscita del film “I Puffi”, che arrivano nel mondo reale proprio in questo paesino sperduto nella Sierra, tra le capre e le rocce. Non c’è nulla di che da vedere, se non la statua di Grande Puffo, di Puffetta e di un altro puffo di cui non ricordo il nome.

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Juzcar – Puffetta

Dopo questa deviazione di mezz’oretta, siamo andati verso la fine dell’antico mondo conosciuto, fino a Gibilterra. Punta Europa è la zona più a sud ed è molto ventosa, tanto da non riuscire quasi a stare in piedi, davanti c’è il faro e la distesa di acqua, mentre alle spalle c’è la Moschea Ibrahim-al-Ibrahim, che è possibile visitare, ma ovviamente è possibile entrare soltanto scalzi e le donne dovranno mettersi qualcosa per coprire i capelli, nonché una mantella per coprirvi da testa a piedi.

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Gibilterra – Punta Europa

La parte più bella di Gibilterra è sicuramente la Rocca, a cui si può arrivare tramite una funicolare. Alla partenza delle funicolare c’è un grosso parcheggio gratuito in cui lasciare la macchina (attenzione a dove posteggiare perché certi slot sono riservati ai residenti, altri sono a pagamento).

—> Il biglietto è abbastanza caro, quello completo con viaggio AR in funicolare e l’ingresso ovunque costa £22 (circa 25€), però merita davvero la visita.

La Rocca è un promontorio di origine calcarea che risale al periodo Giurassico a circa 200 milioni di anni fa. La prima cosa che noterete, è la presenza di scimmie dappertutto! Sono molto socievoli, non hanno assolutamente paura dell’uomo e sono assai scaltre, per cui attenzione a telefoni e soprattutto a ciò che è o possa sembrare cibo. È vietato dare qualunque tipo di cibo a questi animali e sono previste ammende pesanti.

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Gibilterra – Scimmia sulla Rocca

Queste bertucce sono le uniche scimmie europee. Una credenza popolare racconta che, fin quando questi animali vivranno sulla rocca, Gibilterra resterà sotto il controllo inglese.

I primati non sono l’unica attrazione della rocca. La St. Michael’s Cave è una caverna con stallatiti e stalagmiti, illuminate da luci colorate (ma perché??) che ora viene utilizzata come auditorium. La Gorham’s Cave è una caverna che pare essere stata una delle ultime dimore dell’Uomo di Neandertal di 30.000 anni fa, perché ne sono stati ritrovati i resti. Ovviamente è importante anche il Castello Moresco.

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Gibilterra – St. Michael’s Cave

La giornata si è conclusa dirigendoci verso Tarifa, dove avevamo previsto il nostro pernottamento. Siamo arrivati in città al calar del sole e abbiamo visto uno dei più bei tramonti mai visti, il mio primo tramonto sull’Oceano Atlantico, proprio la sera del mio compleanno.

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Tarifa – Tramonto sull’Oceano Atlantico e sull’Africa

Giorno 5: Tarifa e Cadice

Tarifa è la classica cittadina di mare, con carruggi e stradine. Cosa la differenzia dalle altre città di mare? Il fatto di vedere l’Africa al di là del mare; sembra davvero a poche bracciate dalla costa. È una delle città più importanti al mondo per il kitesurf e il windsurf, essendo ventosa in tutti i periodi dell’anno. L’unica attrazione visitabile è il castello, che però non è niente di che.

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Tarifa

L’ospitalità in Spagna è abbastanza comune ovunque andiate, ma a Tarifa abbiamo veramente trovato persone davvero gentili e amichevoli. Siamo stati fino all’1 di notte a parlare con l’albergatore degli usi e costumi della zona; sempre lui prima di cena ci aveva consigliato dei ristoranti tipici dove mangiare, facendoci spendere poco e mangiando cibo del luogo e non da turisti.

Entrando nella biglietteria del porto ci sono una serie di escursioni organizzate verso Tangeeri, in Africa. Noi avevamo deciso di visitare brevemente Tarifa la mattina e Cadice nel pomeriggio, quindi non siamo andati, ma col senno di poi, sicuramente saremmo andati in Africa, dato che avevamo il passaporto.

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Cadice – Dalla Torre della Cattedrale

Cadice è la più antica città europea, fondata dai Fenici nell’XI secolo a.C. . Cadice, più di ogni altra città andalusa che abbiamo visitato, è davvero un incrocio di culture e stili: non si riesce a capire se sia l’ultima città europea o la prima città del mondo arabo. Il reticolo stradale è organizzato diversamente da quello che siamo abituati a vedere e a conoscere nelle nostre città, non è ordinato, ma è un intreccio di stradine, tutte facenti parte del centro storico.

La Cattedrale Nuova di Santa Croce sul mare in stile barocco è un esempio di questo intreccio di culture, perché è una cattedrale cattolica ma con una cupola dorata di chiaro stampo mussulmano. Il biglietto d’ingresso è di 5€ e comprende la salita al campanile, dalla cima del quale si ha una bella vista sulla città. La salita non è semplice perché non ci sono finestre lungo tutto il tragitto, se non delle piccole feritoie, e manca un po’ l’aria.

Cadice - Tramonto a Playa de la Caleta
Cadice – Tramonto a Playa de la Caleta

Dalla spiaggia de la Caleta di Cadice, sita tra due castelli, abbiamo potuto godere di un altro meraviglioso tramonto sull’Oceano.

Giorno 6: Jerez de la Frontera

Jerez de la Frontera è uno di quei luoghi di cui avevo sempre sentito parlare solo perché qui si corre una delle gare del Motomondiale, e non avrei mai pensato di trovare una città così carina.

La Cattedrale di Cristo Salvatore fu costruita, come nella maggior parte delle chiese spagnole, sui resti di una antica moschea, è in stile gotico e ha 5 navate.

—> Il biglietto costa 5€ e si può fare un tour ben fatto utilizzando l’audio guida.

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Jerez de la Frontera – Cattedrale

Ma Jerez è famosa principalmente per lo sherry, un vino liquoroso prodotto a partire da uve di tipo palomino, Pedro Ximénez. Uno dei maggiori produttori di questo vino è Gonzalez-Byass, che ha esportato nel mondo il famoso Tio Pepe.

Il giro nella cantina di Gonzalez Byass direi che è d’obbligo, perché questa tipologia di vino è molto diversa da quella che siamo abituati a consumare noi. Durante la visita, spiegheranno non solo la vinificazione delle uve per lo sherry oloroso, fino o Pedro Ximénez, ma sarà possibile vedere anche la quantità notevole di botti nella cantina, alcune delle quali autografate da personaggi famosi dello spettacolo, della politica o dello sport ad esempio.

—> Il biglietto è 15€ tour base + degustazioni di 2 vini ; 18€ per degustazione di 4 vini o 2 vini + tapas e 21€ per 4 vini + tapas.

Jerez è una città caldissima, ne è una conferma il fatto che i negozi chiudono alle h.14 per poi riaprire dopo le h.18. Durante il pomeriggio, gli unici negozi aperti in centro sono i franchising tipo Zara, Mango, H&M …

Giorno 7: Siviglia

Il settimo giorno è iniziato con la visita alla Cattedrale di Santa Maria della Sede con la sua Giralda, torre-campanile. È una costruzione di stile gotico molto grande, infatti è la terza chiesa cattolica nel mondo dopo San Pietro in Vaticano e San Paolo a Londra. Anche questo, come molti altri edifici religiosi, fu costruito sopra le rovine di una moschea e la sua costruzione iniziò nel XV secolo e proseguì nell’arco di centinaia di anni, con migliorie e restauri.

—> Il biglietto di ingresso costa 9€, comprensivo di chiesa, Giralda e ingresso alla Chiesa di San Salvador.

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Siviglia – Giralda

A differenza della torre di Cadice, salire sulla Giralda non è molto impegnativo e non si ha lo stesso senso di soffocamento; sono soltanto 35 rampe e c’è ricircolo d’aria.

Proseguendo il nostro tour, rigorosamente sempre a piedi, abbiamo attraversato mezza città, dapprima nelle vie adiacenti alla cattedrale, passando davanti all’Ayuntamento, che si trova di fronte alla chiesa El Divino Salvador, il cui ingresso era compreso nel precedente.

Da fuori questa chiesa non dà grandi aspettative, è un edificio di colore rosso, posto in mezzo ad altri. L’interno invece è molto sfarzoso e be curato nei dettagli, una piacevole sorpresa.

Uno dei simboli di Siviglia è diventato ultimamente il Mirador Parasol, ovvero la struttura in legno più grande al mondo. È conosciuto come Las Setas de la Encarnación, che letterlamente significa “i funghi dell’incarnazione”. Encarnacion è anche il nome della piazza in cui sorge questa struttura, nel quartiere vecchio della città.

—> Il biglietto costa 3€.

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Siviglia – Metropol Parasol

Nonostante il Mirador sia diventato così famoso, il simbolo indiscusso di Siviglia resta a parer mio la bellissima Piazza di Spagna, una delle piazze più belle che abbia mai visto.

La piazza è situata all’interno del Parco di María Luis ed è di costruzione abbastanza attuale, infatti risale al 1914-1928. Ha forma semicircolare e rappresenta l’abbraccio della Spagna e delle sue antiche colonie; guarda verso il fiume Guadalquivir e simboleggia la strada da seguire per l’America. È decorata in mattoni a vista, marmo e ceramica, che danno un tocco rinascimentale e barocco alle sue torri.
Il canale che attraversa la piazza (su cui si può “navigare” con le barche a noleggio) è attraversato da quattro ponti che rappresentano i quattro antichi regni di Spagna. Appoggiata alle pareti si trova una serie di panche e di ornamenti in ceramica che formano degli spazi che alludono alle quarantotto province spagnole.

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Siviglia – Plaza de España

Sotto i portici di Piazza di Spagna ci sono spesso artisti di strada che si cimentano in rappresentazioni di flamenco.

Ci siamo spinti ancora più a nord della città, arrivando fino alla Basilica de la Macarena e alla cinta muraria. La Basilica è un edificio bianco e giallo, di un giallo acceso e prepotente. Era chiusa, quindi non abbiamo potuto visitarne nemmeno l’interno, per cui secondo me non vale nemmeno la pena di arrivare fin là.

Mentre per arrivare fin lassù abbiamo percorso a piedi tutto il centro, passando per le principali vie dello shopping, tra cui Calle Velasquez, al ritorno abbiamo optato per un comodissimo autobus che ci riportasse fino all’hotel.

Dopo una meritata doccia (c’erano 38 gradi all’ombra nonostante fosse il 7 settembre), siamo andati a cena nel quartiere Triana, lungo il fiume, in una zona tempestata di locali di pesce, a nostro parere un po’ cari e un po’ troppo turistici.

Giorno 8: Siviglia

Il Real Alcazar è forse uno degli edifici più belli della Spagna. Fu costruito a partire dal Trecento ed è la massima espressione dell’architettura mudéjar, un misto tra quella occidentale e quella orientale. La struttura fu rimodellata dai vari governati che passarono durante gli 11 secoli della sua esistenza.

—> Il biglietto singolo intero costa 9,50€ + 4.50€ per le camere reali e l’audio guida costa 5€ (se ne può prendere una a coppia perché il volume è sufficientemente alto per poter essere ascoltato da entrambi). I biglietti sono acquistabili online in prevendita sul sito, oppure il giorno stesso della vostra visita potrete acquistarli direttamente in loco. La biglietteria apre alle 9, ma conviene mettersi in coda almeno mezz’ora prima.

Tra le mura a merli si apre la puerta del Léon dalla quale si entra nel Patio del Léon, il cortile dove re proclamava i condannati a morte o i graziati. Nel Patio de la Montería (o “della caccia”) si riunivano i monteros, i cacciatori reali. La facciata davanti a cui vi troverete è in perfetto stile mudéjar, osservate la trifora superiore impreziosita da una fitta trama dorata, bianca e blu. [fonte Viaggioinandalusia.it]

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Siviglia – Alcazar Patio de las Doncellas

Dal cortile d’ingresso si arriva al Patio de las Doncellas (“delle fanciulle”). Il patio è un esempio di arte arabo-andalusa: le arcate sono guarnite da una fitta trama di rilievi, nella galleria brillano gli azulejos e i soffitti artesonados rappresentano l’artigianato più prestigioso di Siviglia; nel prato sono stati ripiantati sei aranci, come ai tempi della realizzazione dell’edificio.

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Siviglia – Alcazar Patio de las Doncellas

Il Salon de Embajadores è di epoca araba, successivamente decorato in stile mudéjar ed è la stanza più bella dell’intero palazzo.

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Siviglia – Alcazar Salon de Embajadores
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Siviglia – Alcazar soffitto

I giardini dell’Alcazar sono tra i più belli di Spagna, ordinati e curatissimi. All’interno si trovano aranci, palme altissime, labirinti di siepi e oltre 20 mila piante che appartengono a circa 200 specie. Ci sono inoltre la Fontana di Mercurio, la Galleria dei Grotteschi, il Pabellon de Carlos V, circondato da un portico ad azulejos e coperto da una cupola artesonada.

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Siviglia – Alcazar

Gli appassionati di Game Of Thrones avranno sicuramente riconosciuto che l’Alcazar di Siviglia altro non è che Palazzo Martell, i governanti Dorniani. I giardini dell’Alcazar sono i giardini di Dorne e alcuni luoghi sono facilmente identificabili.

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Siviglia – Alcazar (location di Game of Thrones nella V stagione)

La visita dell’Alcazar occupa più di mezzagiornata. Nel pomeriggio ci siamo persi tra le vie del centro, per poi tornare a vedere Piazza di Spagna verso il tramonto, con una bella luce calda.

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Siviglia – Tramonto a Plaza de España

Giorno 9: Siviglia

La vacanza è quasi giunta al termine e spendiamo le poche ore che ci rimangono da trascorrere nel capoluogo andaluso, passeggiando per il centro e fino al lungo fiume, dove svetta la Torre dell’Oro, una torre militare a pianta dodecagonale. Probabilmente il suo nome era dovuto al bagliore dorato che si rifletteva sul fiume.

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Siviglia – Torre dell’oro

Il nostro volo per rientrare a Torino era nel primo pomeriggio, per cui, a malincuore, abbiamo dovuto lasciare questi bei posti.

Consigli utili

    • La guida dell’Andalusia è molto utile per pianificare al meglio il viaggio a casa. Noi abbiamo usato questa di Lonely Planet, che ha una piccola cartina delle città più importanti e una breve descrizione di tutti i monumenti, con prezzi e orari abbastanza aggiornati.
    • La guida di Siviglia secondo me non è fondamentale averla, se avete già letto qualcosa prima e se avete già acquistato la guida dell’Andalusia; ad ogni modo c’è questa sempre di Lonely Planet.
    • Settembre è ancora abbastanza caldo, un cappello e gli occhiali da sole sono consigliati.
    • Il museo di Picasso è gratis la domenica dopo le 18.
    • Trasferimento centro-aeroporto Siviglia con bus in circa 30 minuti. Il biglietto costa 4€ (o 6€ AR) e si fa a bordo. La fermata più vicina al centro è Avenida Carlos V.
    • Trasferimento aeroporto-centro Malaga in treno con la Renfe C1 in 15 minuti. Il biglietto si fa alle macchinette automatiche e costa 1.80€. In alternativa c’è il bus n.19 che costa 1.10€ e ci mette una mezz’oretta.
    • Portatevi il passaporto nel caso vi venisse voglia di fare una scappata in Africa, con le escursioni organizzate (tra i 50€ e i 60€).
    • Ingresso gratuito all’Alcazaba di Malaga ogni domenica dalle ore 14:00 fino a chiusura

Shopping

  • Supermercati: Carrefour, Carrefour express, Super Sol, Lidl, …
  • Cosmetici: Primor (profumeria con ampia sezione per il make up), NYX, Flormar, Rituals, Sephora, …
  • Abbigliamento: accanto agli omni presenti troviamo El Corte Ingles, Sfera, Primark, …
  • Accessori e di tutto un po’: Ale Hop, Tiger
  • Calle Sierpes, Calle Cuna, Calle Tetuan: queste vie e quelle attigue sono quelle delle grandi firme, ma anche dei negozi tipici

App utili

  • Tripadvisor – serve sempre
  • The Fork – ci sono un sacco di ristoranti aderenti in tutta la zona
  • TUSSAM – mezzi pubblici a Siviglia
  • Siviglia Alcazar

Ed eccoci giunti alla fine del racconto di questo viaggio. Se volete altre informazioni o avete qualche dubbio, non esitate a contattarmi, anche in privato tramite mail o instagram.
♥♦ Baci ♣♠

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