Buongiorno care, oggi vi racconto il mio viaggio tra California, Nevada e un pizzico di Arizona.

Giorno 1: 29 dicembre 2015

Il nostro viaggio verso la California parte il 29 dicembre alle 06:50 da Torino alla volta di Francoforte, prosegue con il volo da Francoforte alle 10:35 in direzione Seattle. Le pratiche di Dogana vengono fatte a Seattle, per cui, oltre a recuperare i bagagli imbarcati a Torino, abbiamo fatto la coda per il ottenere il bollo d’entrata.

La scarsa organizzazione di quell’aeroporto ha fatto sì che i cittadini europei (muniti di Esta) e i cittadini dagli altri continenti (con Visto) fossero tutti convogliati nella stessa coda, con conseguente aumento esponenziale del tempo necessario per sbrigare le pratiche.

Il popolo americano non ha una mentalità aperta come la nostra italiana: se abbiamo una coincidenza da prendere e lo diciamo al personale, quasi sicuramente ci danno la priorità facendoci passare. Lì abbiamo ottenuto come risposta “Wait red light“, attendete la luce rossa (= aventi il prossimo). Dopo più di un’ora di coda e ansia, abbiamo passato la dogana, lasciando le impronte digitali di entrambe le mani e una foto dei nostri bei faccini, e abbiamo iniziato a correre. Abbiamo lasciato le nostre valigie a quattro ragazzi che, non si sa per quale strana congiunzione astrale, sono riusciti a imbarcarle sul volo corretto che stava quasi per essere chiuso. Siamo arrivati al gate quattro minuti prima della chiusura e alle 12:48 stavamo partendo da Seattle alla volta di San Francisco. Stremati e felici. Siamo arrivati a San Francisco alle 15:30 ora locale del 29 dicembre (mezzanotte e mezza del 30 dicembre in Italia).

Il trasferimento dall’aeroporto al centro città avviene attraverso una metropolitana, chiamata BART. I biglietti si devono fare alla fermata: inserendo la carta di credito verrà preimpostato un saldo iniziale di 20$ che andrà decrementato fino a raggiungere l’importo esatto per la fermata da voi richiesta. Noi, ad esempio, dovevamo scendere a Powell e abbiamo decrementato la cifra fino a 8.65$.

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Abbiamo raggiunto l’hotel che si trovava in Eddie Street, a pochi passi dal centro città. L’hotel non era un granché a dire il vero e nemmeno la zona, perché nonostante fosse centrale, era mal popolata. La sera del 29 abbiamo fatto un primo giro per la città, andando da Market Street fino a Union Square, dovesi trova un grosso centro commerciale chiamato Macy’s (analogo della Rinascente italiana), che aveva nella facciata principale un enorme e bellissimo pupazzo di Snoopy, in onore del film uscito a novembre.

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La città è servita molto bene da tram, autobus e Cable Car. La Cable Car è la rete tranviaria di San Francisco ed è composta da tre linee: due collegano il centro città  da Market Streer verso Fisherman’s Wharf, e la terza percorre California Street.

La linea F dei tram è molto particolare perché è composta da tram provenienti dalle principali città del mondo, anche da Milano.

Una corsa singola costa 2.25$ su tram/autobus, mentre costa 7$ sul Cable, quindi la cosa più conveniente è acquistare il biglietto da tre giorni a costo di 26$, che consente l’uso illimitato dei mezzi pubblici.

Giorno 2: 30 dicembre 2015

Per fortuna ci siamo abituati molto velocemente al jet lag e l’indomani mattina siamo andati ben presto a fare colazione nella quartiere Fisherman’s wharf, precisamente al Pier 39, dove abbiamo anche potuto ammirare i leoni marini che sonnecchiavano sul molo.

san francisco leoni marini pier 39

Il tempo non era bello, era nuvolo e ogni tanto pioveva, quindi non abbiamo potuto fare tutto ciò che volevamo. Abbiamo iniziato dal museo della meccanica, cioè un capannone che racchiude videogiochi, biliardini, juke box, videoproiettori, burattini, ecc d’epoca. L’entrata è gratuita ed è piuttosto curioso perché si possono vedere ricordi di gioventù, come i videogiochi di Pacman o Supermario, oppure pezzi d’epoca quali i proiettori di immagini osè degli anni 20. Quasi tutto è ancora funzionante e basta un quarto di dollaro per attivarlo.

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Appena usciti dal museo, abbiamo visitato il sottomarino USS Pampanito, ormeggiato presso il Pier 45. È un sommergibile diesel/elettrico in forza alla Marina degli Stati Uniti d’America che ha prestato servizio durante la 2ª Guerra Mondiale. Il biglietto costa 12$ per gli adulti, compreso di audioguida in inglese, che descrive non solo il sottomarino ma anche la vita a bordo ed episodi particolari. Io soffro il mal di mare e di vertigini, quindi ero in preda all’ansia e non so come ho fatto a non mettermi a piangere. Mi dava fastidio anche stare sul ponte, perché il corridoio in cui passare era stretto e mi vedevo a ridosso della ringhiera. Se soffrite il mal di mare o di claustrofobia non andate a visitarlo. Quelli che erano con me hanno apprezzato particolarmente la visita invece.

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Il pranzo è stato particolare, perché abbiamo mangiato in strada nella zona del Pier 45, dove è pieno di banchi che offrono street food. Noi abbiamo mangiato lo street food di granchio. Il prezzo è di circa 14$/lb e il nostro, nello specifico, ci è costato 22$; non è molto, ma abbiamo pranzato in due.

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Nel pomeriggio il nostro giro è proseguito a bordo del Cable Car verso Lombard street, via famosa perché composta da ripidi tornanti: il tratto più celebre della via è a Russian Hill tra Hyde Street e Leavenworth Street dove la carreggiata ha otto ripidi tornanti, nati per la necessità di ridurre la pendenza di 27° (51%) della collina, che l’hanno resa la strada più tortuosa del mondo. La via ha una pavimentazione di mattoni rossi ed è percorribile dalle auto solo in discesa; mentre i pedoni possono percorrerla in entrambi i sensi utilizzando le scale laterali.

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Proseguendo coi mezzi da Lombard Street ci siamo diretti a Lower Haight per vedere le Painted Ladies, ovvero le famose case Vittoriane dell’800 dai colori pastello che compaiono in molti film.

san francisco painted ladies

Per la cena siamo ritornati verso il centro, andando a mangiare in un locale molto carino (e un po’ caro) in cui facevano musica jazz dal vivo.

Giorno 3: 31 dicembre 2015

Finalmente il 31 è comparso il sole e quindi siamo andati a vedere nuovamente Lombard Street, prendendo il Cable Car di buon mattino dal capolinea di Market Street. Abbiamo passeggiato nella zona per un po’, addentrandoci anche in un parco che ha una bella vista sul Golden Gate  e abbiamo proseguito a piedi verso la Coit Tower. La Coit Tower è un monumento ai vigili del fuoco di San Francisco, finanziata da una ricca signora che amava partecipare agli spegnimenti degli incendi. L’ingresso costa circa 10$ e dall’alto della torre è possibile avere una bellissima panoramica sulla città , con il Golden Gate, il San Francisco Maritime National Historical Park (“Aquatic Park”), Alcatraz, Pier 39, Angel Island, Treasure Island, il Bay Bridge, Russian Hill, il Financial District, Lombard Street e Nob Hill.

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Tornando verso Market Street per un rapido pranzo da Subway, abbiamo visto anche la Transamerica Piramid a Jackson Square e il Ferry Building, con il numero 50 sulla torre, in onore del Cinquantesimo Superball che si terrà proprio in California.

Nel pomeriggio, mentre gli uomini sono andati a ritirare la macchina (prenotata prima di partire alla Hertz), io ho fatto un rapido giro da sola da Macy’s e Sephora, comprando ben poco. Gli acquisti che vi ho mostrato [qui] li ho fatti in altri momenti.

Arrivati gli uomini con la vettura, una Chrysler 200, ci siamo diretti verso il Presidio,  un parco situato sulla punta settentrionale della penisola di San Francisco, rientrante nel Golden Gate National Recreation Area. È un punto molto bello perché è caratterizzato da villette eleganti, colline, parchi ed anche perché offre un punto di vista panoramico sulla Baia e sul Golden Gate.  Il Golden Gate al tramonto da quella posizione è davvero suggestivo.

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All’interno del parco si trova anche la Lucas Film, casa di produzione cinematografica di Star Wars e Indiana Jones. Davanti all’ingresso c’è una fontana con il Maestro Yoda e all’interno vi sono le statue dei personaggi.

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La sera di capodanno, diversamente dalla tradizione non abbiamo fatto alcun cenone, ma abbiamo cenato in un pub al Pier39 e ci siamo poi spostati al Pier31, dove abbiamo aspettato i fuochi d’artificio, sparati sul mare e davvero molto suggestivi, con le luci del ponte e della baia di sfondo.

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Diversamente da quanto accade nelle città italiane, non c’erano concerti per la città ed è stata vissuta come una serata normale, con solo più movimento e i fuochi. Per rientrare ci siamo fatti una lunghissima camminata perché gli autobus e i tram erano pienissimi.

Giorno 4: 1 gennaio 2016

Il primo giorno dell’anno è iniziato presto. Dopo aver fatto colazione in hotel, siamo partiti alla volta di Los Angeles. Non abbiamo fatto, però, la highway che congiunge le due città in “sole” 5  ore e mezza (620 km circa), ma abbiamo deciso di fare la Highway 1 .

La prima tappa è stata è Mountain View, dove si trova il Googleplex: l’headquarter di Google. Non mi immaginavo di trovare qualcosa di così grande: è una città! È organizzato benissimo, immerso nel verde e davvero a misura d’uomo. Nel cortile che abbiamo visto noi, dove si viene accolti dal pupazzo di Android [qui], ci sono ombrelloni e sdraio, tavolini con le sedie, lo scheletro di un dinosauro…insomma, una sorta di oasi felice a circa mezz’oretta da San Francisco. Mi ha fatto un’ottima impressione, dev’essere bello lavorare in un complesso del genere.

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Sempre a Mountain View siamo andati a vedere le statue delle versioni di Android… Speravo di vederle inserite in un contesto meraviglioso, come nelle immagini che si trovano online, invece erano abbandonate in un parcheggio.

Spostandoci da Mountain View per raggiungere la costa, abbiamo visto altri importanti colossi:  Apple (non visto, ma è poco distante da Google), il centro ricerche Microsoft, il centro ricerche della NASA, l’Intel, Amazon e PayPal…per citare solo le più note.

Abbiamo poi proseguito il viaggio verso Big Sur. Questa strada costeggia l’oceano Pacifico passando attraverso i boschi e permette di godere di panorami spettacolari. Ci siamo fermati un paio di volte per scattare delle foto e guardare la scogliera. In alcuni punti si vedeva il mare abbastanza mosso e il pensiero è volato alla classica immagine del surfista californiano.

La tappa successiva è stata a Piedras Blancas, dove c’è una spiaggia riparata dal vento nella quale si possono vedere gli elefanti marini, animali buffi e enormi. Le femmine sembrano dei leoni marini, mentre i maschi hanno la proboscide. Dicembre e gennaio è il periodo delle nascite, quindi è pieno di femmine gravide e maschi che lottano per il possesso delle femmine stesse. Abbiamo visto un meraviglioso tramonto immersi davvero nella natura e nel silenzio, interrotto solo dai versi di qualche elefante.

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Abbiamo proseguito il viaggio senza più soste, arrivando a Los Angeles attorno alle 21.

Giorno 5: 2 gennaio 2016

Nella mattina del 2 gennaio siamo andati alla scoperta di Los Angeles, iniziando dall’osservatorio Griffith, da cui si ha una bellissima vista sull’enorme città e si può ammirare da vicino la scritta Hollywood sulla collina.

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L’osservatorio è molto interessante, si possono vedere cose curiose sulla terra, i pianeti, le eclissi, … Apre alle h.10 del mattino e l’ingresso è gratuito.

Ci siamo, poi, spostati nella zona centrale di Hollywood, percorrendo Hollywood Boulveard, dove fu creata nel ’58 la Hollywood Walk of Fame, per rendere tributo ai più famosi artisti di cinema, radio, tv, teatro e musica. I marciapiedi sono costellati di stelle e ogni stella consiste di una piastrella color carbone, nella quale è incastonata una stella a cinque punte rosa, bordata di bronzo. All’interno della stella è inciso in bronzo il nome del personaggio, e sotto al nome è presente un emblema simbolo, che indica la categoria per cui è stata ricevuta la stella: una cinepresa, per il contributo all’industria cinematografica; un televisore, per il contributo all’industria televisiva; un grammofono, per il contributo all’industria discografica; un microfono, per il contributo all’industria radiofonica; delle maschere della tragedia e della commedia, per il contributo al teatro.

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Nella stessa via si trovano il Dolby Theatre, che ospita la cerimonia per l’assegnazione dei Premi Oscar, il Chinese Theatre, che ospita numerose prima, il museo delle cere Madame Tussauds e il Capitol Records Building.

Nel pomeriggio ci siamo spostati nella zona di Santa Monica, dove ci siamo fatti una bella passeggiata sulla immensa spiaggia e abbiamo almeno bagnato i piedi.

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A Santa Monica finisce la Route 66 e questo punto è identificato con un cartello.

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Dopo il tramonto ci siamo spostati a Venice, conosciuta per la spiaggia (Venice Beach) e i canali che la attraversano.

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Per cena ci siamo spostati ad Anaheim, dove c’è Disney World. Non siamo entrati nel parco, perché l’ingresso costa 95$ anche se si entra solo di sera, ma c’è una via piena di negozi e ristoranti appena fuori dal parco; noi pensavamo si potesse vedere quanto meno il castello e invece non si vede assolutamente nulla all’interno. Abbiamo cenato all’ESPN Zone, un pub con maxi schermi ovunque che mostrano tutti gli avvenimenti sportivi in corso in quel momento e al piano superiore ha video giochi e attrazioni tutti a tema sport. Particolare! Attenzione solo al parcheggio; noi siamo finiti in quello di Disney World, pagandolo ben 18$, ma lì attorno dovrebbero essercene anche di gratuiti o quanto meno più economici. Dopo aver visto i fuochi d’artificio siamo rientrati in hotel.

Giorno 6: 3 gennaio 2016

La mattina successiva abbiamo ripreso la macchina e ci siamo spostati nella vicinissima Beverly Hills, dove si possono ammirare delle case da sogno. Non ho scattato fotografie, perché non siamo mai scesi dalla macchina. È vietato posteggiare lungo i viali di questa zona residenziale. Esistono applicazioni per gli smartphone che mostrano la dislocazione della abitazioni dei personaggi famosi. Noi ne abbiamo cercate un paio, senza applicazione, ma in base alle info trovate online.

Successivamente abbiamo fatto un giro nella Downtown e nel Finance quartier, dove si trovano il Walt Disney Concert Hall e la Chiesa Our Lady of Angels, che ci ha colpito molto non tanto per l’architettura, perché tremendamente moderna, quanto per la quantità di stelle di natale che la abbellivano. Abbiamo pranzo al Gran Central Market, un mercato coperto pieno di punti id ristoro, e abbiamo proseguito verso la zona del porto per vedere la Queen Mary ormeggiata.

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Il viaggio tra Los Angeles e Las Vegas è iniziato verso le 3 del pomeriggio, passando per la Road 15. Siamo passati da Calico, denominata “Ghost town“, ma era già buio e non abbiamo potuto visitarla, perché l’accesso è consentito fino alle h.17 (a pagamento). Abbiamo visto della highway anche uno dei cartelli più strani visti fino ad oggi, riportante la località: Zzyzx!

Siamo arrivati a Las Vegas verso le nove di sera e dopo aver fatto il check in nell’hotel-casinò Paris, abbiamo cenato in una taqueria all’interno dell’hotel stesso e abbiamo fatto un primo giro nella Strip (la via principale di Las Vegas) per vedere i casinò più famosi.

Sulla Strip si trovano, tra gli altri, il Bellagio (famoso perché qui fu ambientato il film “Oceans 11”), il New York (con la statua della libertà), il Venice (che ha al suo interno i canali con l’acqua), il Cesar (location di “Una Notte da Leoni 1”) e molti altri.

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Noi abbiamo deciso di soggiornare al Paris, che come si evince dal nome, richiama la sfarzosa Parigi e ne è la riprova l’enorme copia della Tour Eiffel posta davanti all’ingresso principale.

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Giorno 7: 4 gennaio 2016

La mattina del giorno 4, dopo aver fatto colazione da Starbucks ci siamo diretti vero la Death Valley. Siamo entrati da Est, provenendo da Las Vegas, attraverso la strada 95 che va verso Reno, si gira verso Ovest per la Death Valley Junction e poi si continua sulla strada 190 per Furnace Creek. L’ingresso nel parco prevede il pagamento di 20$ alle biglietterie automatiche e il biglietto ha validità 1 settimana.

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La Death Valley è rinomata perché circa al centro della valle si trova il punto più basso del Nord America. Il bacino è sprofondato di 86 metri sotto il livello del mare. Il punto più basso si trova a Badwater. Badwater è dominato verso Est dai calanchi delle Black Mountains, proprio nel punto dove si trova Dante’s View e verso Ovest si distende la salina, chiamata Devil Golf Course e si vede all’orizzonte Telescope Peak, alto 300 metri.

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Oltre a Badwater, i punti più carini che abbiamo visto sono Dante’s View, dove si ha una bella panoramica della valle e si è esattamente di fronte alla Sierra Nevada; Zabriski Point, delle montagne talmente chiare che sembrano fatte di sabbia e da cui si può ammirare l’alba e, infine, la Artist Road, nella quale si trova la Artist palette, una montagna con moltissimi colori (col sole sicuramente risalta di più che con le nuvole). Nel parco non ci sono punti di ristoro, quindi procuratevi cibo e acqua. Sono presenti soltanto dei wc pubblici, che mi chiedo quando vengano puliti (domanda da non porsi).

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Dopo essere rientrati, siamo andati a vedere il negozio di Affari di Famiglia (la trasmissione su DMAX…una cagata!) e siamo andati nella zona vecchia di Las Vegas, a Freemont road, dove tutto sembra essersi fermato agli anni 70! Siamo poi tornati al Bellagio, dove abbiamo visto lo spettacolo delle fontane, che avviene ogni 15 minuti nei weekend e un po’ più di rado in settimana.

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Giorno 8: 5 gennaio 2016

Nell’ultima giornata  in Nevada siamo andati a vedere la Diga di Hoover. Io avrei preferito di gran lunga la fiera CES, ma la maggioranza ha preferito andare a vedere questo enorme blocco di calcestruzzo. La Hoover Dam altro non è che un’enorme diga, costruita nel 1935 e situata nel Black Canyon lungo il corso del fiume Colorado, sul confine tra Arizona e del Nevada. Attraversando la diga stessa c’è la linea del cambio del fuso.

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Nel pomeriggio abbiamo fatto ancora un giro nei dintorni, passando attraverso El Dorado Canyon e arrivando in una delle tante città fantasma della zona, chiamata Nelson Hill. L’atmosfera era abbastanza angosciante, non c’era nulla, se non quattro case e alcune auto vecchie e abbandonate. Dentro un capannone, però, stavano girando un video, con una bionda mezza nuda come protagonista.

Il nostro volo di rientro a San Francisco era programmato per le 19:50 con JetBlue, una compagnia low cost che serve molti aeroporti americani. Il volo ha avuto 5 ore di ritardo, a causa di temporali nella zona della costa. Vi lascio immaginare che smaronamento stare in un terminal minuscolo per sei ore!

Giorno 9: 6 gennaio 2016

Essendo arrivati in Hotel a San Francisco quasi alle 3 del mattino (in taxi, spendendo circa 60$, perché la BART non c’è più a quell’ora), l’indomani mattina non c’è stata la levataccia alle 8, come tutti i giorni precedenti, ma siamo usciti verso le 10, facendo un rapido giro per il centro con un pochino di shopping per dirigerci verso l’aeroporto, dove alle 15 partiva il nostro volo.

Il volo di rientro è stato molto più semplice perché avevamo un solo scalo a Francoforte. Siamo partiti il 6 gennaio alle h.15:05 (ora locale, le h.00:05 del 7 gennaio in Italia) .

Giorno 10: 7 gennaio 2016

Siamo arrivati a Torino alle 14:30 del 7 gennaio.

Siamo molto soddisfatti del nostro giro, è stato stancante, ma molto bello e lo consiglio a chi abbia voglia di mischiare città, divertimento e natura.

Consigli utili:

  • Le distanze tra una città e l’altra sono molto ampie, ma la macchina vi offre molta più libertà dell’aereo e vi permette di vedere panorami mozzafiato attraverso la Highway 1. Vi consiglio di prenotarla dall’Italia.
  • Rispettate il codice della strada! Gli americani sono molto ligi e agli stop si fermano sempre, anche se non passa nessuno. La regola vuole che all’incrocio con 4 stop, tutti si fermino e passi la prima macchina arrivata.
  • Se si posteggia in salita o in discesa, le ruote devono essere sterzate (verso sinistra se in salita, verso destra in discesa); si rischia la multa se sono dritte.
  • La polizia c’è, si vede in giro e vengono anche date le multe.
  • In 3 giorni San Francisco si visita tranquillamente, consiglio biglietto di tre giorni per i mezzi a 26$.
  • Il biglietto da più giorni si fa nelle biglietterie, quello della singola corsa si fa anche a bordo, ma bisogna avere i soldi giusti (2.25$).
  • Il taxi dall’aeroporto di SFO al centro città varia tra i 50$ e i 60$ a seconda dell’orario.
  • Se volete visitare Alcatraz, comprate i biglietti online almeno due mesi prima. Noi abbiamo cercato di comprarli ai primi di dicembre, ma erano esauriti fino al 6 gennaio.
  • A Los Angeles, nel Financial District, ci sono posteggi privati a pagamento a 4$ per un quarto d’ora, ma se vi spostate di qualche isolato troverete posteggi bianchi gratis.
  • Lungo la strada, se il posteggio è a pagamento, ci sarà una colonnina per il pedaggio e riporterà sia l’importo, che gli orari nei quali è consentito posteggiare. Le colonnine del posteggio accettano anche la carta di credito.
  • La carta di credito viene accettata ovunque senza commissioni; assicuratevi che la vostra sia abilitata al pagamento fuori dall’Europa (la mia non lo era!).
  • Gli hotel sono normalmente cari. Se prenotate un tre stelle, aspettatevi di trovare una bettola, ma per dormire è sufficiente.
  • Las Vegas è la più economica per gli hotel.
  • In 3 giorni Los Angeles si visita tutta; è enorme, ma i punti di interesse non sono molti.
  • Se volete andare agli Universal Studios, il cui biglietto è 100$, dovete avere un’intera giornata da dedicarvi.
  • Idem per Disney World,il cui biglietto è 95$.
  • Poco più distante, a Carlsbad, c’è anche Legoland, il cui biglietto è 89$ (aperto) o 82$ (data precisa).
  • Nella Death Valley non ci sono punti di ristoro, quindi procuratevi cibo e acqua. Il pagamento è obbligatorio anche se non ci sono controlli.
  • Il cibo costa abbastanza caro. A pranzo mangiavamo spesso da Subway o comunque qualcosa di rapido. Alla sera per mangiare un hamburger con patatine e una bibita, tasse e mancia, si spendevano minimo 25$.
  • La mancia è obbligatoria, consigliano il 15%, il 18% o il 20%. Potete dare quanto volete, ma dovete darla.
  • Per avere maggiori info sui locali nei quali abbiamo mangiato o dei quattro hotel in cui abbiamo soggiornato, vi invito a guardare il mio profilo su TripAdvisor.|

Non esitate a chiedermi se aveste delle curiosità o voleste dei pareri!
♥♦ Baci ♣♠

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