Dubai è una città strana, nata nel deserto in mezzo al niente è diventata in poco tempo una città mastodontica in continua e incessante evoluzione. È la patria delle contraddizioni: il deserto e il grattacielo più alto del mondo, i taxi per sole donne e le donne coperte da testa a piedi.

Muoversi a Dubai

A piedi

Le distanze sono talmente ampie che gli spostamenti a piedi potranno essere fatti solo all’interno del singolo quartiere, ma non tra un quartiere e l’altro.

In metro o bus

La tessera del bus si chiama NOL, può essere acquistata in aereoporto o nelle stazioni della metro, al costo di 25 dihram, di cui 6 per la tessera e 19 dirham già caricati sopra.

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La metro ha solo due linee, rossa e verde. Non tutti i posti sono raggiungibili con la metro, ad esempio per arrivare alla spiaggia probabilmente vi converrà fare metro+bus.

Per accedere ai binari della metro, completamente autonoma, è necessario bollare la NOL card ai tornelli e sarà necessario bollare a che in uscita. Idem ogni volta che si sale o scende da un bus.

La corsa singola all’interno della stessa zona costa 3 dirham. Se si attraversano due zone costa 5 dirham e se invece se ne attraversano tre costa 7.50 dirham. Il credito minimo sulla tessera per poter effettuare una corsa è di 7.50 dirham.

La metro apre alle 5.30 del mattino, fino alle 23 nei giorni feriali, mentre giovedì e venerdì l’ultima corsa è all’1. Il venerdì le corse iniziano alle 10.

Sono previsti vagoni dedicati a donne e bambini, in cui è vietato agli uomini non solo sostare ma anche entrare. Questi vagoni hanno la scritta rosa “Only women” all’ingresso.

In taxi

I prezzi dei taxi sono piuttosto bassi. Se il taxi sta già aspettando in coda davanti a un’attrazione o a un hotel blasonato, avrò un prezzo di partenza di 12 dirham, altrimenti di 5 dirham. Ci sono anche i pink taxi, ovvero taxi guidati da donne. Sono leggermente più cari e sono esclusivamente per donne e bambini.

Giorno 1: martedì 24 aprile

Il nostro viaggio iniziato di mattina con un aereo della Turkish Airlines da Milano Malpensa a Dubai con un lungo scalo ad Istanbul SAW.

Giorno 2: mercoledì 25 aprile

Abbiamo lasciato i bagagli in hotel di prima mattina e ci siamo diretti verso la zona di Dubai Marina, raggiungibile con la metro rossa, per una passeggiata nella famosa strada di #wowjbr, coi suoi grattacieli e negozi. La strada è ricca di negozi e di ristoranti ed è a pochi passi dalla spiaggia. Non abbiamo dunque resistito alla voglia di pucciare i piedi per la prima volta nel Golfo Persico.

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#wowjbr

Non appena arrivati abbiamo capito che le distanze a Dubai sono enormi come enormi sono tutte le cose che vedrete a Dubai. Abbiamo camminato per un po’ sul lungomare, per poi prendere un autobus alla volta della palma, la penisola artificiale a punto a forma di Palma su cui si trova il famosissimo resort Atlantis The Palm. Abbiamo raggiunto questa zona utilizzando il trenino che si prende da Palm Jumeirah. Il trenino ha un costo di circa 6€ a testa andata/ritorno.
L’Atlantis è così grande da avere al suo interno non solo innumerevoli negozi e ristoranti, ma anche un delfinario e un acquario e nel suo comprensorio c’è anche un parco acquatico, sormontato da una ricostruzione in dimensioni reali dell’antico tempio sumero.

Atlantis Hotel
Atlantis Hotel

Abbiamo terminato la giornata andando a vedere il tramonto sotto al Burj Al Arab, l’hotel a 7 stelle a forma di vela, simbolo della città e situato sulla Jumeirah Beach, su un’isola artificiale collegata alla terraferma da un ponte di 280 metri. L’ingresso al Burj Al Arab è consentito solo se avete una prenotazione per la cena o per l’aperitivo.

Sunset in Dubai. . . #dubai #emiratiarabi #burjalarab #acasamai #jesslan #jesslanblog

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La sera abbiamo cenato nei pressi del nostro albergo, precisamente dentro al Mall of Emirates, che però abbiamo visitato nei giorni successivi.

Giorno 3: giovedì 26 aprile

La nostra mattina è iniziata con la visita al Burj Kahlifa, il grattacielo più alto del mondo con i suoi 828metri e 163 piani, raggiungibile tramite metro rossa alla fermata Burj Khalifa/Dubai Mall. Dalla metro alla biglietteria ci si impiega circa 20minuti a piedi, camminando nel tunnel vetrato e che porta fuori dalla metropolitana e passa all’interno del Dubai Mall, il centro commerciale più grande del mondo, con 1200 tra negozi e ristoranti e perfino un acquario al suo interno.

Al piano 124-125 del grattacielo c’è l’ osservatorio “At the top“, accessibile dalle 8.30 alle 22. I biglietti possono essere acquistati alla biglietteria, ma io consiglio di acquistarli online o sul sito dell’attrazione oppure su altri siti, tipo Expedia, che spesso hanno anche prezzi scontati. La nostra visita era prenotata per le 10.30 e siamo stati in cima circa un paio d’ore. È visitabile anche il piano 148, ma con un biglietto a parte, molto più costoso.

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Vista dal Burj Kahlifa

Nel costo del biglietto era compreso anche l’acquario del Dubai Mall, che è piuttosto rapido da visitare, circa 30-45 minuti.

Nel pomeriggio ci siamo spostati verso il quartiere di Deira, uno dei più vecchi della città. La zona è raggiungibile con metro rossa + metro verde e la stazione più comoda è Al Ras (verde).

Questo è il quartiere dei souk delle spezie. In questa zona verrete letteralmente assaliti dai negozianti, che vi inviteranno nei loro negozi. Qui la trattativa è obbligatoria: non c’è nemmeno un prezzo esposto e quando lo chiederete vi verrà risposto di non preoccuparvi e che fanno tutto un conto alla fine. Non fatevi problemi ad abbassare di tanto il prezzo, perché loro contratteranno fino allo sfinimento. Noi siamo rimasti fregati in un negozio di spezie, pagando un po’ troppo per i nostri gusti, ma dopo mezz’ora di trattativa, non avevamo più voglia di perdere tempo e abbiamo ceduto.

In questa zona potrete acquistare non solo le spezie, ma anche e soprattutto graziose pashmine di cashmire o di seta, monocolore o a fantasia o anche con gli strass. Considerate che se prendete più di un pezzo, riuscirete a farvi fare parecchio sconto.

Pochi passi dopo si trova il Gold Souk, ovvero il mercato dell’oro, dove vedrete gioiellerie strapiene di monili. In questa zona verrete anche avvicinati da venditori che vi proporranno copie di orologi o borse famose, ovviamente sono copie.

Diversamente da tutte le altre sere, non siamo passati dall’hotel prima di andare a cena, perché avremmo fatto troppo tardi, ma ci siamo fermati con la metro direttamente al Dubai Mall, dando dapprima un’occhiata ai negozi; qui si trova un po’ di tutto, dall’onnipresente H&M (che aveva un negozio enorme a parte solo per gli accessori, oltre a un altro con articoli standard ma su tre piani, e un altro negozio per H&M Home) al blasonato Louboutin o Casadei. All’interno c’è anche una grande pista di pattinaggio su ghiaccio.

Nel cortile interno del Dubai Mall c’è una grossa fontana e si sera ogni mezz’ora c’è uno spettacolo di circa 10 minuti. Finito lo spettacolo restate ancora qualche minuto a osservare il Burj Khalifa, perché iniziano dei divertenti giochi di luce sul grattacielo.

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Burj Kahlifa

Abbiamo cenato nel ristorante Awani dentro al Dubai mall che ha una splendida terrazza con vista sul Burj Khalifa e sulla Fontana.

Giorno 4: venerdì 27 aprile

Il quarto giorno a Dubai è iniziato visitando l’Emirates Mall, raggiungibile a piedi dal nostro hotel, oppure con la metro rossa nella fermata omonima. L’Emirates Mall altro non è che l’ennesimo centro commerciale di Dubai, ma a differenza degli altri Mall, ha al suo interno lo Ski Dubai, ovvero una pista da sci al coperto, nonché l’unica “stazione sciistica” presente negli Emirati Arabi Uniti. È uno ski-dome di tutto rispetto, con una seggiovia, 5 piste con diverse difficoltà e un dislivello di 60 metri.

Lo Ski Dubai è aperto dalle 10 del mattino alle 22 e nel prezzo del biglietto è compresa tutta l’attrezzatura e l’abbigliamento. I biglietti partono da un minimo di 2 ore.

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Ski Dubai

Nel pomeriggio siamo passati dalla neve al deserto. Avevamo prenotato online una escursione per un safari nel deserto. Il costo della nostra escursione è stato di 120 dirham a testa e comprendeva innanzitutto il prelevamento dall’hotel e il trasferimento verso il deserto, che si trova a una quarantina di minuti dal centro di Dubai.

Il tour comprendeva un tour tra le dune con driver professionisti alla guida di Land Rover. La sensazione è stata pazzesca, molto adrenalinica e nello stesso tempo spiazzante, quando ci siamo fermati nel mezzo del deserto e attorno a noi c’era solo sabbia.

Se il deserto è una di quelle che cose che prima o poi è da vedere nella vita, la stessa cosa si può dire per il cammello, un animale simpatico e dignitoso. Fare un piccolo giro sul cammello è stato davvero carino e sicuramente non un’emozione che ricapita così spesso.

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Cammello

Nell’escursione era prevista anche la cena nel villaggio, a base di carne e un po’ di intrattenimento con spettacoli, tra cui un falconiere, una ballerina di danza del ventre e altri balli.

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Nel deserto con abiti locali

Prima di cena è stato possibile affittare abiti tipici per farsi ritrarre nel deserto vestiti da locali, bere il tipico thè dei beduini e anche farsi fare tatuaggi all’hennè.

🐫🏜️ . . #jesslan #jesslanblog #tatuaggiohennè #tatiaggioneldeserto

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Giorno 5: sabato 28 aprile

Abu Dhabi è la capitale degli Emirati Arabi e si trova a circa un’oretta e mezza di bus da Dubai. Abbiamo dedicato un’intera giornata a questa città, facendoci però guidare da un altro tour, acquistato online per circa una trentina di euro, con prelevamento dall’hotel.

Il giro è iniziato al mattino verso le 9, con un mini-bus che ci ha prelevato dall’hotel e siamo partiti alla volta della capitale, con un classico bus turistico con le cuffiette  per ascoltare l’audio sulla storia, l’economia e la cultura di Dubai e Abu Dahbi.

La prima tappa è stata la Grande Moschea di Sheikh Zayed, una delle moschee più imponenti del mondo.

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Moschea di Abu Dhabi

Il dress code per entrare alla moschea è molto rigido. Le donne devono avere pantaloni lunghi e larghi (es. stile palazzo), assolutamente non aderenti, maniche lunghe, tatuaggi coperti, capelli e collo coperti. Io ho indossato un copri-spalle, sopra alla camicia, ma mi è stato detto che era troppo trasparente, per cui ho dovuto noleggiare a pagamento una delle vesti nere tipiche delle donne islamiche; mentre come velo ho potuto tenere la mia sciarpa.

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Interno della moschea

Per gli uomini l’abbigliamento non è così stringente, ovviamente. Sarà sufficiente un paio di pantaloni che arrivino sotto al ginocchio; le mezze maniche sono accettate.

Dopo il giro alla Moschea, il tour è proseguito verso YAS Island e il suo Red Ferrari (il parco coperto più grande del mondo), YAS Waterworld e YAS Mall, dove abbiamo pranzato. Se volete entrare nel Mondo Ferrari, dovrete acquistare il biglietto a parte e verrete lasciati lì dall’autobus e recuperati alla fine della giornata, prima del rientro a Dubai.

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Ferrari World

Il tout prosegue passando davanti al Louvre e al Guggenheim (che nomi originali!), per poi continuare verso la zona del mercato, vicino al porto. Dal bus è possibile anche vedere l’Emirates Palace, il palazzo degli Emiri e gli eleganti grattacieli residenziali che dominano il molo, con una fermata presso l’Heritage Village, visibile solo dall’esterno.

Cosa non mi piace di questi tour è l’assoluta non-libertà di decidere cosa vedere e il fatto che non è un vero e proprio tour guidato, nel senso che nella moschea non avrete alcuna guida, ma vi sarà l’audio esclusivamente sul bus. Tuttavia è il modo più rapido per farsi un’idea anche di Abu Dhabi, avendo poco tempo a disposizione durante la vacanza.

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Latte di cocco in mezzo ai datteri

Rientrati in hotel verso l’ora di cena, dopo la doccia abbiamo deciso di andare nella zona di Medinat Jumeirah. La location è decisamente suggestiva, è una sorta di Venezia, con i canali e una visuale del Burj Al Arab meravigliosa, ma è una luogo molto turistico, frequentato quasi esclusivamente da turisti italiani e con ristoranti piuttosto cari.

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Medinat Jumeirah

Giorno 6: domenica 29 aprile

Nel nostro ultimo giorno effettivo ci siamo dedicati alla visita della città vecchia, partendo dalla Grande Moschea, sita a Jumeirah. La moschea è raggiungibile in bus o in taxi, poiché la fermata della metro è parecchio distante. C’è la visita guidata ogni giorno, eccetto il venerdì (giorno sacro) alle ore 10. Il biglietto si acquista in loco e comprende una piccola colazione prima dell’inizio del giro, con caffè e thè arabi e alcuni dolci tipici. L’orario è tassativo, quindi bisogna arrivare almeno dieci minuti prima, per registrarsi e effettuare il pagamento. Se si arriva a giro già iniziato, non sarà più possibile aggregarsi.

La moschea di per sé non è granché, ma è molto interessante il racconto della guida, che parte spiegando i 5 pilastri sacri dell’Islam, racconta la storia di questa religione, un po’ di usi, costumi e tradizioni ed è disponibile a domande di ogni genere, sia connesse alla religione, alla moschea o alla città di Dubai. Scoprirete cose molto interessanti ad esempio sui motivi per cui le donne sono così coperte e sul perché di tanto in tanto per la città sentirete cantare il Corano. Ogni moschea ha infatti degli altoparlanti e ad ogni preghiera (5 al giorno) si sentirà ovunque il primo capitolo del Corano recitato, affinché si senta anche all’esterno e non solo in moschea.

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Grande Moschea di Dubai

La moschea è poco distante dal mare, quindi prima di proseguire verso altre destinazioni abbiamo fatto il nostro primo ed unico bagno nel Golfo Persico. La nostra non era una vacanza dedicata al mare e alla spiaggia e, se partite con questa intenzione secondo me fareste meglio a cercare una destinazione diversa, con meno cemento.
Nella spiaggia in cui ci siamo fermati gli ombrelloni erano sold out, per cui ci siamo riparati sotto una piccola palma. Il sole cuoce quindi l’ombra è piuttosto necessaria, come pure la protezione solare alta, nonostante fosse solo aprile.
Il mare è calmo e caldissimo, una vasca da bagno ed è un piacere stare nell’acqua, anche se non è cristallina.

Nel pomeriggio, il nostro giro è proseguito nel quartiere di Bur Dubai, insieme a Deira, uno dei più vecchi della città. Anche questa zona è ricca di negozi e mercati in cui potrete acquistare spezie e pashmine. È molto bello passeggiare lungo il molo da cui partono le Abra, ovvero i battelli.

Questo è uno dei quartieri più conservativi, dove un abbigliamento poco appariscente è consigliabile alle donne, proprio per evitare di sentirsi tutti gli occhi addosso.

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Pranzo leggero sul Creek

Dopo aver pranzato quasi all’ora della merenda da Mazmi sul creek, ci siamo diretti verso la nostra ultima attrazione degli Emirati: il Miracle Garden. Il Miracle Garden è un giardino fiorito situato nel distretto di Dubailand. Fu inaugurato il giorno di San Valentino nel 2013 e con la sua estensione di oltre 72.000 metri quadrati è il più grande giardino naturale al mondo con oltre 109 milioni di fiori piantati. Un Micky Mouse gigante e un tenerissimo orsacchiottone con un cuore ci hanno accolto, ma anche l’aereo di Emirates completamente ricoperto di fiori aveva il suo perché.

Vedere un giardino così ben tenuto, curato e perfettamente in ordine nel mezzo del deserto fa una discreta impressione. Il prezzo del biglietto d’ingresso è di circa 10€ e il tempo di permanenza nel giardino è di massimo un paio d’ore a seconda di quante foto vorrete fare. Il prezzo secondo me è ben giustificato dal mantenimento che un giardino del genere ha bisogno.
Per ovvi motivi di clima, il giardino resta chiuso da maggio ad ottobre, poiché le temperature proibitive impedirebbero ai fiori di sopravvivere.

La nostra ultima cena è stata dentro all’Emirates Mall nel ristorante libanese Al Hallabi, economico e gustoso.

Giorno 7: lunedì 30 aprile

È giunto il momento di ripartire. Il nostro volo era previsto alle 7 del mattino e prevedeva, come all’andata, un lungo scalo ad Istanbul, questa volta a IST e non più a SAW.
Un taxi ci ha portato in aeroporto alle 4 del mattino e alle 18.30 Milano MXP ci riaccoglieva tra le nuvole e sui 20°C.

Consigli utili:

  • L’aeroporto di Istanbul SAW non ha il free wifi, ma facendo acquisti in qualche bar è possibile ottenere un codice per avere l’accesso a internet per un’ora.
  • Nella città di Dubai troverete il free wifi soltanto nei ristoranti o nella metro, ma solo per un’ora.
  • Dalla zona di Al Barshka 1, dove era il nostro hotel, fino all’aeroporto ci sono voluti circa 40 minuti di taxi alle 4 del mattino e una spesa di circa 65 dirham (circa 15€).
  • Nei souk di Deira e Bur Dubai trattate il prezzo, senza farvi problemi a dire un terzo del prezzo che vi propongono.
  • Il dress code delle moschee prevede che le donne siano completamente coperte, sia nelle braccia che nelle gambe.
  • Consiglio alle donne di portarsi sempre una sciarpa per coprire i capelli ove richiesto e un maglioncino non trasparente per entrare nelle moschee. Inoltre, ricordate che nelle moschee è necessario togliere le scarpe, quindi se avete i sandali e non volete camminare scalzi, meglio portarsi anche un paio di calzini da indossare una volta riposte le scarpe nello scaffale.
  • La temperatura ad aprile era di circa 30-35°C di giorno e circa 27°C di sera, senza un filo di umidità.
  • Un cappello è assolutamente necessario, perché il sole è perpendicolare e l’ombra è una chimera.
  • Io ho trovato utile avere con me l’acqua termale in spray, perché oltre a bere regolarmente, ogni tanto mi spruzzavo l’acqua termale sul viso per reidratare la pelle.
  • Non dimenticatevi la protezione solare e, se avete la carnagione chiara come la mia consiglio un SPF50+.
  • Ho prenotato l’hotel tramite Booking [qui].
  • Trovate [qui] tutte le mie recensioni di Tripadvisor.

Non esitate a contattarmi se volete altre informazioni.
♥♦ Baci ♣♠

 

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